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13 Reasons Why: Quando il cyberbullismo diventa di “serie”!

La serie targata Netflix dal nome “13 reasons why” ovvero letteralmente “13 ragioni per cui”,  sta spopolando sul web, e non solo, generando sentimenti contrastanti, quali l’assurdità e lo sconforto per certe scene tanto vere quanto tragiche.
Tema di questa serie è il cyberbullismo, argomento delicato e fin troppo attuale, che merita un giusto spazio di approfondimento avendo generato punti di domanda e riflessioni, implicando il coinvolgimento di un mondo, quello digitale, che si pone al limite tra reale e virtuale, rappresentando la maggior parte delle dinamiche sociali di oggi.

Bullismo e cyberbullismo

Purtroppo, si parla sempre più spesso di cyberbullismo, ovvero continui e ripetuti attacchi offensivi fatti ad un individuo tramite la rete.

Secondo le parole della Dr.ssa Giuliana Miele (Psicologa e Psicoterapeuta), il bullismo e il cyberbullismo rappresentano attualmente due fenomeni sociali allarmanti. Il meccanismo implicato per entrambi è subdolo. Vi è un “bullo” accompagnato da uno o più “gregari” (fino ad un vero e proprio branco), ed una vittima su cui vengono reiterati comportamenti (atteggiamenti aggressivi verbali, fisici e psicologici) cui è difficile sottrarsi.

Le problematiche del cyberbullismo

Verrebbe da pensare dunque che il cyberbullismo altro non è che la versione online del bullismo eppure, confrontandoci con la Dr.ssa Giuliana Miele, abbiamo sicuramente capito che il cyberbullismo non è una nuova forma di bullismo, bensì una sua declinazione; ed a cambiare è la modalità social delle avverse perpetrate ai danni del bersaglio/ vittima.

Diverse sono le forme che può assumere il cyberbullismo e tutte con le stesse caratteristiche, quali ad esempio: l’anonimato del molestatore, la sua difficile reperibilità e l’imprevedibilità del luogo e del momento in cui si manifestano espisodi di cyberbullismo. Si, proprio così, gli episodi di cyberbullismo non avvengono sempre nello stesso luogo e/o in un momento ben preciso, piuttosto la vittima ne è esposta ogni qual volta si connette ad internet tramite un dispositivo elettronico.  

Il cyberbullismo e i social

I problemi maggiori, come spiega la Psicoterapeuta Dr.ssa Giuliana Miele, sono nei sentimenti di imbarazzo e vergogna che si generano nella vittima che, a seconda dell’intensità, producono l’isolamento o addirittura il rischio di suicidio.

In un mondo in cui i social sono la prima fonte di informazione e di contatto col prossimo tramite le amicizie virtuali, i followers e le condivisioni, viene da chiedersi quale ruolo essi svolgono nella definizione delle relazioni interpersonali.

I social non influenzano semplicemente le relazioni interpersonali: spesso costruiscono ponti relazionali, nuove conoscenze, amplificano storie di legami amicali o familiari, distruggono o addirittura distorcono la natura della relazione stessa, laddove sorpassano il primato d’importanza attribuito per decenni alla televisione, “una sorta di finestra sul mondo” dice la nostra psicologa e psicoterapeuta Dr.ssa Miele.

I provvedimenti

Ad essere coinvolti quando si parla di cyberbullismo sono spesso i minori. Le misure e i provvedimenti da intraprendere non sono ancora ben definiti ma, per quanto concerne i più piccoli (bambini ed adolescenti), è bene che i genitori siano costanti nell’attenzione da dedicare ai propri figli quando sono dinanzi al monitor. Possono inoltre scegliere i programmi da bannare, stabilire orari e tempi cui è possibile connettersi, questi i consigli generosamente offerti dalla nostra esperta, in un vis-à-vis.

La figura dello psicologo

Una figura professionale, quale quella dello psicologo, potrebbe rinforzare i provvedimenti presi dai genitori, andando ad operare nei casi in cui si notano atteggiamenti sospetti o disagi espliciti dell’adolescente, soprattutto nei casi in cui magari parlarne con la madre, il padre o qualsiasi altro membro della famiglia risulta difficile dati i sentimenti di vergogna o semplicemente per la difficoltà ad esprimersi e a rapportarsi liberamente con un  adulto.

Ogni scuola dovrebbe poter usufruire di uno psicologo. In Italia l’obbligatorietà della sua figura nella più importante istituzione educativa rimane ancora un progetto legislativo risalente ad una ventina di anni fa. Lo psicologo a scuola è un valore per la scuola stessa: se l’educazione passa per le aule ed i banchi, poter supportare, sostenere e prevenire fenomeni come il bullismo ed il cyberbullismo, nell’ottica del miglioramento della qualità della vita di ciascuno, sarebbe un lavoro molto utile ed appropriato congiunto a quello degli insegnanti e delle famiglie di ciascun studente, osserva ancora la Dott.ssa Miele.

Essere online o meno?

Tale considerazione porta ad un ulteriore osservazione ovvero se nella società odierna vi è o meno la possibilità di scegliere se essere online e quindi visibili. La domanda che si pone è se, oggi, sia possibile restare fuori dal mondo digitale del web, se ci si perde una fetta di mondo, restando all’oscuro di certe dinamiche e quindi rischiando l’emarginazione.

La scelta di essere online, sempre costantemente online, è ovviamente molto personale. Non è importante se e quanto non farlo comporterebbe l’isolamento o l’emarginazione, ma quanto questo “rischio” sia veramente consapevole e deciso. Molte persone decidono di non essere online ma talvolta “imbrogliano” sguazzando nei social attraverso la creazione di profili fasulli o utilizzando quello di un proprio familiare.

Quindi, ad oggi, temo che quasi nessuno rischi l’isolamento dai social, se tutti, consapevolmente o inconsapevolmente, decidono di farne parte in qualche modo, conclude infine la Dott.ssa Miele.

Insomma, il cyberbullismo è un fenomeno complesso che va sicuramente analizzato e studiato da più prospettive, al fine di prendere quanto prima provvedimenti ed adottare le giuste soluzioni per poter anticipare ed evitare ulteriori possibili tragici eventi, come purtroppo è accaduto proprio di recente.

Prima di salutare la nostra ospite, nel vederla con lo sguardo rivolto verso l’esterno, mentre i raggi di sole di questa splendida giornata, passando dalla finestra irradiano la nostra tastiera, e qui che con una riflessione profonda, ci dice:

E bene ricordare che è “il bullo” la vera vittima di un sistema che mette in risalto arroganza e prepotenza verso i più deboli .

Siamo tutti ugualmente diversi e tutti liberi di “connetterci”.

Un grazie di cuore alla Dr.ssa Giuliana Miele per la disponibilità e gli spunti di riflessione generosamente offerti.

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13 Reasons Why: Quando il cyberbullismo diventa di “serie”! ultima modifica: 2017-06-19T09:26:21+00:00 da DivisioneWeb2016
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Autore: DivisioneWeb2016

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